6° Congresso Nazionale AISAM 2026
10 - 12 February 2026 | Brescia, Italy
Conference Agenda
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CLIMA-III
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3:30pm - 3:45pm
CLIMA-III: 1 MORE, un nuovo dataset meteoclimatico convection-permitting per l’Italia e le Alpi: validazione e applicazioni in meteorologia, climatologia e idrologia 1ISAC-CNR, Italy; 2Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali, Milano, Italia; 3Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile e le Risorse Energetiche, Ricerca sui Sistemi Elettrici (RSE), Milano, Italia; 4Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IRPI), Perugia, Italia; 5CINECA, Casalecchio di Reno, Bologna, Italy; 6Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Milano, Milano, Italia Si presenta un nuovo dataset meteoclimatico ad alta risoluzione per l’Italia e la regione alpina, ottenuto tramite downscaling dinamico dei campi di rianalisi ERA5 con il modello meteorologico ad area limitata non idrostatico MOLOCH. Il prodotto, denominato MORE (MOloch-downscaled ERA5 REanalysis), ha una risoluzione spaziale di circa 1.7 km e copre in modo continuo il periodo 1990–presente, fornendo campi orari di numerose variabili sia al suolo che ai principali livelli isobarici. La validazione di MORE è stata effettuata con un approccio multiscala per la precipitazione e la temperatura a 2 metri, utilizzando dataset osservativi densi e controllati. Il confronto con altre rianalisi convection-permitting e con prodotti a più bassa risoluzione spaziale evidenzia che MORE riproduce in modo realistico la variabilità spazio-temporale delle osservazioni, migliora la simulazione della frequenza e dell’intensità delle precipitazioni, degli estremi sub-giornalieri (in particolare in condizioni convettive) e di indicatori climatici rilevanti come il numero di notti tropicali, pur mostrando un bias freddo sistematico nella temperatura. Come caso di studio applicativo è stata analizzata l’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna nel maggio 2023. MORE ricostruisce in maniera realistica l’evoluzione meteorologica dei due episodi di precipitazione estrema, offrendo un valore aggiunto nella rappresentazione delle strutture a mesoscala che hanno determinato gli accumuli precipitativi localizzati. Le simulazioni idrologiche forzate con i dati MORE mostrano inoltre un miglioramento nella rappresentazione delle portate a scala di bacino e della dinamica dell’umidità del suolo. Nel complesso, MORE rappresenta la rianalisi a più alta risoluzione attualmente disponibile per l’Italia e la regione alpina. La ricchezza informativa del dataset, con numerose variabili a risoluzione oraria, ne fa una risorsa di riferimento per studi idrometeorologici, analisi di impatto e adattamento ai cambiamenti climatici, e per lo sviluppo di servizi climatici in aree a complessa orografia e ad elevata esposizione agli eventi estremi. 3:45pm - 4:00pm
CLIMA-III: 2 Classificazione degli schemi di circolazione atmosferica associati agli eventi di catabatico a Baia Terra Nova (Mare di Ross, Antartide) 1Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica, Università degli Studi di Venezia «Ca' Foscari; 2Dipartimento di Scienze e Tecnologie, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”; 3Dipartimento di Scienze Matematiche e Informatiche, Scienze Fisiche e Scienze della Terra, Università degli Studi di Messina I venti catabatici svolgono un ruolo determinante nel sistema climatico antartico, influenzando le dinamiche di interazione tra oceano e atmosfera. Essi favoriscono la formazione delle polynye costiere, siti di produzione di acque dense che alimentano la circolazione oceanica globale. L’obiettivo dello studio è analizzare i pattern di circolazione atmosferica che favoriscono gli eventi catabatici nell’area di Baia Terra Nova durante l'autunno, l'inverno e la primavera australi (marzo-novembre). Per l'identificazione degli eventi, è stata utilizzata la serie storica dei dati orari di vento della stazione meteorologica automatica “Eneide” (afferente all’Osservatorio meteo-climatologico antartico dell’ENEA), relativa al periodo 1995-2024. È stato applicato un criterio di selezione oggettivo che combina due condizioni simultanee: velocità del vento superiore al 90° percentile della distribuzione e direzione di provenienza compresa in un intervallo specifico, definito tramite l'analisi della rosa dei venti. La caratterizzazione delle configurazioni atmosferiche si è basata sui dati ERA5, analizzando sia il campo di pressione al suolo sia i campi di geopotenziale, temperatura e vento a diverse quote isobariche. La classificazione dei regimi sinottici favorevoli agli eventi catabatici è stata ottenuta tramite un approccio che integra l'Analisi in Componenti Principali con un algoritmo di clusterizzazione k-means. Le configurazioni sinottiche identificate sono state successivamente esaminate in termini di frequenza di occorrenza, variabilità interannuale e caratteristiche medie degli eventi associati. Infine, è stata analizzata la potenziale connessione tra la frequenza di questi regimi e la variabilità climatica su larga scala, attraverso la correlazione con i principali indici teleconnettivi dell'Emisfero Sud, quali il Southern Annular Mode, il Southern Oscillation Index e il Dipole Mode Index. 4:00pm - 4:15pm
CLIMA-III: 3 A flux-based global ozone risk assessment for vegetation under future climate change scenarios 1Dep. Mathematics and Physics, Catholic University of the Sacred Heart, Brescia, Italy; 2Department of Applied Computational Mathematics and Statistics, University of Notre Dame, Notre Dame, IN, USA; 3Department of Civil and Environmental Engineering and Earth Sciences, University of Notre Dame, Notre Dame, IN, USA Tropospheric ozone (O₃) is a well-known phytotoxic pollutant and can lead to reduced photosynthesis, accelerated leaf senescence and to other negative effects, thus threatening food security and impairing biomass growth and carbon sequestration in forest ecosystems. Traditional global assessments often rely on exposure-based metrics, overlooking how environmental and physiological factors regulate O₃ uptake by plants. This study presents a global flux-based assessment of O3 risk to wheat and to forests across the 21st century, employing a dual-sink big-leaf dry deposition model to estimate the phytotoxic ozone dose (POD) and the associated effects on crop and forests productivity. Simulations were driven by meteorological and O₃ concentration data from the UKESM1 Earth System Model, under three contrasting Shared Socioeconomic Pathways (SSP1, SSP3, and SSP5). The study analyzed trends in POD from the early 2000s to the end of the century, with particular attention to the roles of soil water availability and rising atmospheric CO₂ concentrations, both of which are expected to influence stomatal conductance and thereby O₃ uptake. Results indicate a general decline in global O₃ risk toward 2100, though regional and ecosystem differences persist. For wheat, strong O3 precursors emission controls (SSP1-2.6) could reduce O₃-related global production losses to below 1.4%, while weaker controls (SSP3-7.0, SSP5-8.5) may exacerbate O3 risks in key agricultural regions of Asia, South America, and Sub-Saharan Africa. For forests, reduced O₃ uptake is largely driven by notably lower stomatal conductance under elevated CO₂ and higher vapor pressure deficits, rather than decreases in ambient O₃ levels. These findings highlight the value of flux-based frameworks to assess global O₃ risk under climate change, by providing a basis for prioritizing region-specific mitigation strategies to protect crop productivity and forest ecosystems from O3 damage under future climate conditions. CLIMA-III: 4
Using satellite-based Other Long-Lived GHGs datasets for climate models applications and climate studies: The ESA LOLIPOP CCI project 1CNR-ISAC, Italy; 2Serco Italia S.p.a, Italy; 3NCEO, UK; 4ULB, Belgium; 5LATMOS; 6CNR-IFAC, Italy; 7BIRA, Belgium; 8FZJ, Germany; 9University of Basilicata, Italy; 10ESA; 11University of Toronto, Canada; 12KIT, Germany To fully understand Earth's climate system, it is crucial to account for all atmospheric gases that have a high global warming potential or a significant impact on the ozone layer. Among these, nitrous oxide (N₂O) and halogenated carbon compounds—including CFCs, HFCs, HCFCs, and PFCs—stand out due to their long atmospheric lifetimes and considerable warming effects. Nitrous oxide and chlorine-containing compounds also play a key role in human-driven ozone depletion and are regulated globally under the 1989 UN Montreal Protocol. Satellite-based instruments offer a powerful, multi-mission tool for tracking and analyzing the behavior of these so-called Other Long-Lived Greenhouse Gases (OLLGHGs) in the atmosphere. To support the use of these satellite datasets, the European Space Agency (ESA) launched the LOng-LIved greenhouse gas PrOducts Performances (LOLIPOP) CCI+ project in 2023 in the framework of the Climate Change Initiative (CCI) program. The primary objective of LOLIPOP is to assess whether the current generation of satellite observations meets the quality requirements needed for climate research and related services, as well as to identify the needs of end users. To demonstrate their potential, the project includes five dedicated case studies. Results from these studies, user needs survey as well as datasets quality assessment will be presented. | ||
